Silicon Valley Innovation Program: how to master innovation

 

Silicon Valley and European Innovation Experts to Launch the Silicon Valley Innovation Program (SVIP) in Summer 20113

What is SVIP?

SVIP, the Silicon Valley Innovation Program, is an intensive program for innovators who want to get up-to-date on the most current methods for developing innovation from idea to market, learning from the best practices of leading-edge companies. SVIP is a 1-week program held in Palo Alto, California.

Program dates (two sessions): 17 to 21 June and 24 to 28 June 2013

Participants

SVIP participants are entrepreneurs and innovators looking to learn first-hand how to successfully launch a startup or an innovation program within a company. The program takes place in Silicon Valley, the place where the most innovative companies flourish. It is designed to meet the needs of entrepreneurs, innovators, executives, managers and graduate students in business or scientific disciplines.

Vision

Entrepreneurship: You will experience first hand the US way of launching a company, with very intense days of classes and interactions with global business leaders and experts.

Networking: You are going to visit the key players in the world leading innovation ecosystems on the US West Coast and you will have the opportunity to talk in person with the people who are shaping the future of technology.

Innovation: You are going to learn the most advanced methodologies for fostering innovation, as taught at the most prestigious Business Schools.

Learning objectives

You will learn the key tools of an innovator:

  • Leading edge methodologies for managing innovation;
  • The most recent advancements in IP law and practices;
  • Valuation models and how to interact with VCs and investors;
  • Understanding of the market and whether it fits your business model.

Venue

The 1-week program is based in Silicon Valley, including visits to leading companies in the Bay Area and start-ups. Classes and seminars will be held in Palo Alto at the Oshman Family JCC, a state of the art facility for conferences and events at the heart of Silicon Valley. The facility is equipped with advanced audio-video equipment, Wi-fi Internet, and ample free parking, and is conveniently accessible from the 101 Freeway (the main traffic route of Silicon Valley).

Founders

Efrat Kasznik: President, Foresight Valuation Group LLC, IP and business valuation expert; Stanford Business School lecturer, entrepreneur and start-up adviser.

Leonardo Zangrando: Founder, LearningStartup, entrepreneurship and innovation trainer and coach, instructor of the MCA, International School for Advanced Studies.

Luca Escoffier: CEO, Usque Ad Sidera LLC, IP and technology management expert, TTLF Fellow, Stanford Law School, Adjunct Researcher at Waseda University, Tokyo. Start-up adviser and co-founder of The HUB Trieste.

Price and additional info

The cost of the program is $ 2,500 per person; multiple-participant and early bird discounts available. For additional information, please contact the links below to receive the program brochure, and address any questions in person.

For info in Italian:

Learning Startup Stichting

Mr. Leonardo Zangrando

info@learningstartup.org

Usque Ad Sidera LLC

Mr. Luca Escoffier

info@usqueadsidera.com

For info in English:

Foresight Valuation Group LLC

Ms. Efrat Kasznik

ekasznik@foresightvaluation.com

Dowload the brochure here.

 

 

 

Trend esponenziali e il futuro che non aspetta

Quello che ho imparato negli ultimi anni è che tutto ciò che è legato, anche tangenzialmente, all’IT segue una crescita esponenziale che non ha subito interruzioni di sorta da quando Moore ha formulato l’omonima legge, secondo cui la capacità computazionali di un calcolatore  raddoppiano ogni 18 mesi.  E così è stato per decenni, e così continuerà a essere. Lo spazio su un chip è ormai ridotto al midollo, stiamo parlando di nanometri, ma dopo (e non fra tanto) entreremo nel mondo del quantum computing che, unitamente alle potenzialità offerte dal cloud computing, ci porterà verso scenari per molti assolutamente inattesi. Leggevo proprio oggi un documento pubblicato di recente dal National Intelligence Council negli Stati Uniti a fine 2012: “Global Trends 2030: alternative worlds”.  Un report molto affascinante in cui si azzardano futuri scenari da oggi al 2030.  Alcuni dei quali veramente interessanti, come l’arrivo e potenziale utilizzo di tecnologie capaci di aumentare le capacità cognitive e fisiche degli essere umani. Chip sottocutanei, esoscheletri e via dicendo.  Tutto questo cambierà radicalmente il mondo in cui viviamo e a una velocità che sarà difficile da comprendere, e forse proprio per questo sarà necessario pensare a forme di human enhancement. Basti vedere il grafico in calce (tratto dal citato report) per capire di cosa sto parlando. Il tempo necessario per rendere una tecnologia utilizzata da almeno il 25% della popolazione negli USA è andato praticamente dimezzandosi ad ogni passaggio da una tecnologia a quella successiva. Ci sono voluti 7 anni perché’ il 25%  degli americani avesse accesso e utilizzasse Internet. Passiamo poi alla tecnologia successiva: gli smartphones. Il 55% dei mobile users negli Stati Uniti (dove ci sono più mobile phones di persone censite) utilizzava uno smartphone nel luglio del 2012 rispetto al 38% dell’anno precedente (v. Nielsen report, 2012). Ipotizziamo, quindi, che la soglia del 25% sia stata superata nel 2010, a tre anni dall’introduzione del primo Iphone, che ha poi dato il vero primo impulso alla commercializzazione massiva degli smartphones. Bene, quindi l’item successivo che dovrebbe essere inserito nel grafico che vediamo dovrebbe essere lo smartphone, che ha impiegato 3 anni per raggiungere il 25% della popolazione (in U.S.) e 5 per coprire più del 50%, come abbiamo visto.  Da questo dato possiamo comprendere piuttosto agevolmente che la velocità di adozione delle nuove tecnologie, soprattutto se a costi ragionevoli, è esponenzialmente (e non incrementalmente) più alta rispetto al passato. Ma come faremo ad assorbire tutte le informazioni e a imparare sempre più in fretta come utilizzare al meglio i device che ci circonderanno? La risposta forse è proprio relativa allo “human enhancement”. Ricordo ancora la notte in cui andai a vedere il primo episodio di Matrix, affascinato dalla possibilità di incamerare in un attimo le informazioni necessarie per conoscere una o tutte le discipline delle arti marziali, il manuale di volo di un elicottero o tutte le lingue del pianeta. A mio avviso, non siamo molto lontani dal giorno in cui non solo vorremo, ma dovremo necessariamente aumentare le nostre capacità (soprattutto cognitive) perché la natura, da sola, non sarà più in grado di fornirci le capacità necessarie per progredire ed essere al passo con la tecnologia. Se questo vada contro la morale o no è difficile a dirsi, ma una cosa è certa, il progresso è come il tempo: può portare buone o cattive notizie e, più di ogni altra cosa, è inarrestabile.

 

Qurami: come vivere piu’ sereni nel terzo millennio

Devo ammetterlo, sono biased, estremamente biased essendo un membro del team di Qurami, ma voglio raccontarvi lo stesso questa storia cercando di essere il piu’ oggettivo possibile.Qurami e’ una societa’ romana con grandi ambizioni. Ha cominciato da zero sviluppando un’applicazione mobile che puo’ rendere la vita di tutti i cittadini, non solo italiani ovviamente, molto piu’ gradevole. Pensateci bene, qual’e’ la cosa che nessuno, ma proprio nessuno di noi e’ in grado di acquistare? Molti di voi avranno gia’ intuito la risposta: il TEMPO! Esatto, perche’ a prescindere dalle disponibilita’, il tempo e’ tiranno e lo sappiamo tutti molto bene. Cosi’ come altrettanto bene sappiamo quanto sia odioso fare la fila in esercizi commerciali, agenzie, uffici pubblici, ecc. Le stime sono abbastanza variegate, ma c’e’ chi ritiene che ogni persona perda piu’ di un anno in fila durante l’arco della propria vita. Ad esempio, il NYT osservava in agosto che  “Americans spend roughly 37 billion hours each year waiting in line”. Beh, facendo un rapido conto significa che ogni americano, (inclusi gli infanti!), perdono 118 ore (e spicci) all’anno facendo la fila. Facendo un altro paio di conticini, il conto ci porta effettivamente a piu’ di un anno di attesa in fila durante la nostra vita. Se a questo poi si aggiungono i 25 anni passati sotto le coperte e quelli persi stando seduti, si capisce bene che la nostra vita sia veramente corta e ogni attimo libero abbia un valore inestimabile. Quindi, Qurami si propone di restituirci un bene preziosissimo, che possiamo impiegare nel modo che piu’ ci aggrada. Qurami permette di prendere un e-ticket senza essere fisicamente nel luogo in cui ci si vuole recare per un determinato servizio, si conosce il numero di persone in fila prima di noi e ci si puo’ avvicinare all’ufficio di riferimento giusto qualche minuto prima di essere serviti. Questa e’ vera innovazione sociale, che puo’ fare del bene ai cittadini e rendere anche meno gravoso il lavoro di tutti coloro che si trovano ad avere a che fare con il pubblico. Per concludere, se volete avere ulteriori informazioni in merito al funzionamento dell’app o segnalare a Qurami dove vorreste che il sistema venisse impiegato, mandate due righe al team. Sono sicuro che vi risponderanno senza perdere tempo! Per il momento, godetevi il video ufficiale.

Dalla homepage di Qurami

Il valore delle idee – The value of ideas

Alcune idee possono avere un grandissimo valore intrinseco per il tipo di avanzamento fatto in un determinato campo scientifico e/o tecnologico, ma altro discorso riguarda il valore di tipo economico che possiamo dare a un’idea. In questo post vorrei cominciare la trattazione del valore distinguendo fra valutazioni quantitative e qualitative. In italiano, “valutazione” e’ un termine che non riesce autonomamente a trasmettere questa differenza. Viceversa, il inglese il termine “valuation” indica una valuazione quantitativa, mentre “evaluation” implica una valutazione di tipo qualitativo. Se vogliamo valutare un’idea incorporata in un brevetto, entrambi i tipi di valutazione sono importanti, evidentemente. Infatti, e’ importante sapere quanti dollari o euro o won un brevetto possa valere cosi’ come e’ importante pero’ essere a conoscenza delle caratteristiche qualitative di una tecnologia. Infatti, l’ampiezza della tutela, cosi’ come la competitors analysis, la tendenza all’obsolescenza e l’attrattivita’ per un investitore sono variabili altrettanto importanti per determinare il valore numerico da attribuire a un trovato che deve essere oggetto di una licenza o vendita. In un articolo del 2011, pubblicato da Stanford University, ho provato a introdurre un nuovo metodo di valutazione che riunisce in un’unica operazione una valutazione quantitativa e una qualitativa. Il risultato? Una forbice con due valori numerici. Il primo, quello tipico in una valutazione quantitativa, ovvero il net present value. Il secondo, un numero diverso, estrapolato a seguito di una valutazione qualitativa del trovato. L’articolo di cui si parla e’ disponibile cliccando qui. Nel prossimo post approfondiremo i dettagli dell’operazione.

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Welcome to the tech transfer corner!

Benvenuti nello spazio che sara’ dedicato al trasferimento tecnologico e allo sfruttamento della conoscenza come strumento per la monetizzazione dell’ingegno. Parleremo di invenzioni (anche di quelle esotiche!), tecnologie, best practices, casi concreti, successi e sconfitte. Offriro’ diversi spunti, da diversi Paesi, per poter comprendere quali siano i maggiori trend nel campo dei brevetti/tecnologie e quali possano essere dei settori in cui sia conveniente investire tempo e denaro per ottenere dei risultati tangibili, nel mondo reale. Evitero’ di parlare di cause in corso poiche’ la materia e’ gia’ trattata molto autorevolemente e diffusamente da altri. Quello su cui mi soffermero’ spesso, invece, sara’ proprio la comprensione del valore di un’idea o tecnologia in modo che i lettori possano trarne un beneficio e partecipare alla discussione in maniera proficua, per tutti.

Vi lascio con una prima domanda: sapete quanto vale un’idea? Vi lascio qualche giorno per poterci pensare su ed eventualmente partecipare alla discussione lasciando un commento.

Chi sono? Cliccate qui!

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